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Tutorial di Redazione | 30-01-2026

Chitarra, Cavo, Amplificatore: Bastano per Ottenere il Suono Definitivo?

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Chitarra, Cavo, Amplificatore: Bastano per Ottenere il Suono Definitivo?

"Basta la chitarra e l'amplificatore". Quante volte hai sentito questa frase, spesso usata come una provocazione nell'era dei modeler digitali e delle pedaliere infinite? In questa guida, abbiamo preso questa filosofia alla lettera. Abbiamo messo da parte qualsiasi effetto e costruito un rig essenziale e primordiale: una chitarra iconica e un amplificatore valvolare. 

L'obiettivo? Riscoprire il piacere del suono nudo e crudo e capire se questo approccio minimalista abbia ancora senso. È un rig spartano, ma come sentirai, è capace di scatenare un'energia sonora incredibile. Andremo a esplorare ogni singola sfumatura che si può ottenere solo con le dita, il volume della chitarra e la saturazione delle valvole.

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La chitarra: Gibson Custom Shop '57 Les Paul Junior Murphy Lab

La protagonista di questo rig è la chitarra "spartana" per eccellenza: la Gibson Les Paul Junior. La Les Paul Junior nasce come modello da studente, ma è stata adottata dai professionisti per la sua purezza sonora. Ha un corpo in mogano massello, un manico "Chunky C" e un ponte wraparound. Niente top in acero, niente pickup al manico.

Tutto ruota attorno al singolo pickup Custom Dog-Ear P90. Questo pickup è un single coil "gonfiato", capace di unire la brillantezza e l'attacco di una Telecaster con la potenza e la cattiveria di un humbucker. È un pickup "brutale", che risponde in modo incredibile alla dinamica e al volume.

La finitura "TV Yellow" alla nitrocellulosa, trattata dal Murphy Lab, non è solo estetica. Dona alla chitarra un feeling "vissuto" e una risonanza che si percepisce sotto le dita. Una chitarra leggerissima e incredibilmente risonante.

L'amplificatore: Supro Black Magic Reverb, il suono di Jimmy Page

A dare voce alla Junior è un amplificatore leggendario: il Supro Black Magick Reverb. Ispirato ai mitici ampli usati da Jimmy Page nei primi dischi dei Led Zeppelin, questo combo valvolare è una macchina da rock con un carattere unico.

L'ampli ha due ingressi: "1+2" e "2". Usando l'ingresso "1+2", i due canali interni vengono messi in parallelo (proprio come si faceva "ponticellando" i vecchi Marshall), ognuno con il suo controllo di volume. Questo permette di miscelarli per ottenere un suono più grasso e saturo.

Nonostante la filosofia minimalista del rig, l'ampli offre un riverbero a molla analogico e un tremolo valvolare di qualità superba, perfetti per aggiungere atmosfera senza bisogno di pedali esterni. Con le sue valvole finali 6973, il Black Magic offre un suono rock "marshalliano" ma con una pasta sonora unica, un "edge of breakup" meraviglioso e una compressione naturale quando spinto al massimo.

La magia del "volume knob": creare un suono clean da un ampli distorto

Questa è la lezione più importante del rig "chitarra-cavo-ampli". Quando hai un amplificatore valvolare come il Supro impostato su un suono crunch o distorto, i controlli sulla tua chitarra diventano il tuo vero "channel switching".

Con il volume della chitarra al massimo, il P90 spinge con forza nel preamplificatore del Supro, generando una saturazione ricca, compressa e aggressiva. È il suono lead, il suono da riff. 

Abbassando il potenziometro del volume sulla chitarra, riduci la quantità di segnale (gain) che colpisce l'amplificatore. Le valvole smettono di saturare e il suono si "pulisce" in modo incredibilmente naturale e dinamico. Quindi, si ottiene un suono clean o semi-crunch che mantiene tutto il carattere e la complessità armonica dell'ampli, ma senza la distorsione.

Questo approccio ti permette di avere due (o più) canali direttamente sotto le tue dita, gestendo l'intera gamma dinamica, dal pulito al distorto, senza mai toccare un pedale.

Conclusione

Tornare alle radici, al setup essenziale "chitarra-cavo-ampli", è un'esperienza quasi terapeutica. Come questo rig dimostra, la limitazione non è un ostacolo, ma un incredibile stimolo creativo. Ti costringe a riscoprire il vero cuore del tuo suono: le tue mani, la dinamica della tua plettrata e l'interazione magica tra il potenziometro del volume e le valvole sature dell'amplificatore.

Certo, i pedali sono strumenti meravigliosi che espandono la nostra tavolozza sonora, ma questo setup "primordiale" ci ricorda che il rock'n'roll, nella sua forma più pura, è una questione di crudezza, di volume e di attitudine. È un suono che "godi" nel profondo, che ti spinge a "menare" lo strumento come un fabbro. E, onestamente, a volte è tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno per sentirci di nuovo ispirati.