Tutorial

Tutorial di Redazione | 26-01-2026

Oasis VS Blur: cosa è successo davvero nella "Battle of Britpop"

CONDIVIDI:
Oasis VS Blur: cosa è successo davvero nella "Battle of Britpop"

Il 14 agosto 1995, la musica inglese si ferma: gli Oasis e i Blur pubblicano un singolo lo stesso giorno, dando vita a una delle rivalità più celebri e romanzate della storia del rock. Ma fu solo una mossa di marketing o un vero scontro culturale?

Dopo l'invasione del grunge americano, l'Inghilterra aveva bisogno di ritrovare la propria voce. Da questo desiderio nacque il Britpop, un movimento che riportò la chitarra al centro della scena. A guidarlo c'erano due band agli antipodi: gli Oasis da Manchester, working class, arroganti ed epici; e i Blur da Londra, borghesi, ironici e intellettuali.

La loro rivalità, amplificata dai media, divenne un vero e proprio fenomeno culturale. Ma al di là dei titoli dei giornali, fu uno scontro tra due filosofie chitarristiche profondamente diverse. Per raccontartelo, abbiamo scelto tre chitarre iconiche, simili a quelle usate dai protagonisti di quell'epoca, per analizzare sei canzoni che hanno fatto la storia del Britpop.

Leggi le altre guide dedicate alle grandi band: 

Gli Oasis e la Epiphone Sheraton: l'arroganza epica della working class

Gli Oasis erano diretti, potenti e pieni di una malinconia orgogliosa. Il loro suono, architettato da Noel Gallagher, era grandioso, pensato per essere cantato a squarciagola da migliaia di persone.

Roll With It, scelta per la "battaglia" contro i Blur, è un inno alla perseveranza. Il suono è compresso, acido, un muro di chitarre che punta tutto sull'impatto, senza intellettualismi. Don't Look Back In Anger, invece, è l'inno laico per eccellenza. Qui la chitarra diventa il veicolo di un crescendo epico, partendo da un arpeggio e costruendo un ritornello corale.

La Epiphone Sheraton, con la sua costruzione semi-hollow (con blocco centrale in acero), era perfetta per questo scopo. Le permetteva di ottenere accordi grossi e risonanti senza innescare feedback incontrollabili, anche a volumi altissimi. I suoi mini-humbucker ProBucker offrivano un timbro unico: il pickup al manico era morbido e scuro, ideale per gli arpeggi, mentre quello al ponte garantiva quel "morso" tagliente tipico dei riff di Noel.

I Blur e la Squier Telecaster: l'ironia tagliente della middle class

I Blur erano l'altra faccia della medaglia: eclettici, ironici e capaci di mescolare punk e pop con intelligenza. Dove gli Oasis costruivano muri sonori, i Blur decostruivano la società britannica con ironia. Il loro suono era più spigoloso, imprevedibile e intellettuale.

Country House è la canzone che vinse la battaglia delle classifiche. È un pezzo quasi barocco, una satira pungente del sogno borghese, con un sound volutamente pop e teatrale. Song 2, invece, nata come parodia del grunge americano, divenne il loro più grande successo internazionale. Due minuti di energia pura, con un riff grezzo e distorto che è diventato storia.

Per questi suoni serviva una chitarra precisa e incisiva. La Telecaster, con il suo attacco secco e il suo "twang", era lo strumento perfetto per i riff nervosi e le dissonanze di Graham Coxon. La Squier Classic Vibe '50s Telecaster è una delle migliori riedizioni economiche di sempre. Con i suoi pickup single coil in Alnico e il suo feeling autentico, cattura perfettamente quella brillantezza e quella definizione che permettevano alla chitarra dei Blur di emergere sempre dal mix.

Oltre la sfida: gli outsider che hanno definito il Britpop

Il Britpop non era solo Oasis e Blur. Ai margini della grande sfida, c'era un sottobosco di band incredibili che offrivano un'alternativa sia all'epica degli Oasis che all'ironia dei Blur:

  • Suede ("Animal Nitrate"): Con il loro glam rock decadente, hanno di fatto aperto la strada al Britpop, con riff nervosi e un'attitudine sessuale e provocatoria.
  • Supergrass ("Alright"): Hanno portato una ventata di spensieratezza e energia punk-pop, con canzoni contagiose e un suono di chitarra tagliente e diretto.

Per catturare questo suono "rude, nudo e crudo", non c'è niente di meglio di una Epiphone Les Paul Special. Questa chitarra non ha la raffinatezza di una Standard, e proprio questo è il suo punto di forza. 

Il suo corpo in mogano e, soprattutto, i suoi due pickup P-90 "soapbar", le conferiscono un suono diretto, aggressivo e ricco di medie, a metà strada tra la brillantezza di un single coil e la potenza di un humbucker. È la chitarra perfetta per chi ama il rock senza compromessi.

Conclusione

Al di là delle classifiche e delle frecciatine sui giornali, la vera eredità della "Battle of Britpop" risiede nella spettacolare diversità di suoni di chitarra che ha riportato al centro della musica popolare. È stata una battaglia combattuta con le sei corde: il muro di suono epico e risonante delle semi-hollow di Noel Gallagher contro il "twang" tagliente e inventivo delle Telecaster di Graham Coxon, con il ringhio grezzo dei P-90 a fare da colonna sonora agli outsider della scena.

Quell'epoca ci ha ricordato il potere della chitarra non solo come strumento, ma come simbolo di identità. Oggi, grazie a strumenti accessibili e di altissima qualità come quelli che hai visto in questa guida, quella potente e variegata tavolozza sonora è a tua completa disposizione, pronta per farti scrivere il tuo personale capitolo nella storia del rock.