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Risorse per Musicisti di Redazione | 01-11-2025

Come Entrare nelle Playlist di Spotify

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Come Entrare nelle Playlist di Spotify

Tanto per cominciare, vorrei ribadire un concetto essenziale: la musica “vince”! Una canzone può toccare delle corde della nostra anima in maniera del tutto anonima conquistandoci con il solo ascolto. Per questo non esistono scorciatoie: è fondamentale crescere e creare brani di qualità. Se la musica è valida, avrà comunque maggiori probabilità di entrare nelle playlist a cui la proporrete, perché saprà meglio colpire chi le gestisce.

Nel precedente articolo ho mostrato come aumentare gli stream, evidenziando il ruolo chiave delle playlist. Continuando a soffermarci sul DSP Spotify, questa volta voglio darvi le istruzioni pratiche, utili soprattutto per gli emergenti che di solito sono alle prime armi con questi strumenti. 

Abbiamo classificato le playlist in 3 macro tipologie: Editoriali, Algoritmiche, Private

Per accedere a ciascuna di esse occorre seguire delle procedure specifiche. 

Le Editoriali sono selezioni curate da veri professionisti, i Playlist Manager, che nel loro lavoro ascoltano personalmente i brani proposti da artisti, etichette o manager, scegliendo con attenzione quelli da inserire. Ora la domanda è: “Come faccio a proporre il mio brano autoprodotto?”. Lo si può fare attraverso Spotify for Artists, il portale che consente di monitorare statistiche, gestire il profilo e promuovere uscite e concerti. 

Una regola fondamentale da ricordare è caricare un brano almeno 4 settimane prima della sua data di uscita: solo così aumenterete concretamente le possibilità di essere ascoltati dai curatori. Dopo pochi giorni, accedendo al profilo Spotify for Artists, nella sezione "in arrivo" sarà possibile seguire la procedura per inviare la celebre “pitch” agli editori: un modulo che raccoglie le informazioni principali del brano, come mood, genere, strumenti e lingua.

La procedura è molto semplice ma è necessario realizzarla con calma e cura dei dettagli, inserendo tutte le specifiche sul mood e genere di riferimento, gli strumenti musicali utilizzati nella produzione, lingua del testo, ecc. La fase si conclude con la pitch testuale di massimo 500 caratteri. Cercate di essere autentici, brevi, essenziali. Con poche parole dovete catturare l’attenzione dell’editore e dare anche un indirizzo su una possibile playlist di riferimento. Gli editori sono molti impegnati, devono leggere e ascoltare centinaia di brani, perciò vi consiglio vivamente di ponderare davvero con attenzione il testo da inviare e di non sottovalutare la sua importanza. Entrare in una playlist editoriale è una gioia, soprattutto per gli emergenti. Potreste finire nella prestigiosa New Music Friday Italia (100 uscite più rilevanti della settimana) o in playlist di genere come Rock Italia, Novità Pop o Anima R&B. Alcune playlist sono miste, con selezione umana e interventi algoritmici: si chiamano “algotoriali”. Un esempio: “Scuola Indie”.

Procediamo il nostro percorso approfondendo il funzionamento delle cosiddette playlist Algoritmiche. Non sono curate da persone, ma generate automaticamente dall’algoritmo. Possono garantire un flusso davvero importante di stream, ma la loro attivazione richiede azioni mirate. 

Anche in questo caso vale la regola di caricare il brano almeno 4 settimane prima dell’uscita. Per stimolare questo processo di inserimento automatico, risultano determinanti le attività promozionali concentrate nelle prime 24/48 ore dalla pubblicazione

Ricordate sempre che il giorno dell’uscita è un evento che va promosso con la massima potenza di fuoco possibile. È noto che l’algoritmo si nutre di dati provenienti sia dai flussi interni di Spotify che da fattori esterni, come IG, TikTok, YouTube Shorts, ecc. 

All’interno della piattaforma potrete sfruttare i meccanismi integrati, come il Pre-Save. Realizzare una campagna efficace restituirà un’ottima risposta algoritmica.

Infatti, quando un brano viene pre-salvato, comparirà inizialmente nella sezione “Brani che ti piacciono”. Inoltre, più utenti lo pre-salvano, più Spotify interpreta il brano come “atteso” e tende a favorire contenitori come Release Radar, Discover Weekly, Autoplay e Radio. La campagna pre-save contribuisce anche a rafforzare la candidatura alle playlist editoriali, poiché il team editoriale rileva l’hype generato intorno al brano.

Un’altra azione da compiere per attivare le algoritmiche è la quantità di salvataggi nei preferiti. un ascolto completo con salvataggio segnala valore e accresce le possibilità di comparire nelle playlist algoritmiche. Ogni salvataggio contribuisce inoltre a far sì che la tua musica venga proposta anche a nuovi ascoltatori, attraverso Autoplay e mix personalizzati.

Per “stimolare” l’algoritmo è importante far confluire pubblico anche dall’esterno della piattaforma. Quando molti utenti arrivano contemporaneamente da fuori, Spotify interpreta questo comportamento come un segnale di “hype” attorno al brano. I picchi di ascolto indicano che la traccia possiede un alto potenziale di gradimento. Inoltre, la qualità dell’ascoltatore è un fattore chiave per il successo: riduce lo skip rate (frequenza di salto) e aumenta l’engagement rate (percentuale di interazione), due elementi fondamentali per l’inserimento nelle suddette playlist.

Siamo quasi in chiusura e non resta che parlare del mondo “incandescente” delle playlist Private. Uso questo termine perché dietro di esse si è sviluppata una vera e propria community, dalla quale è nato anche un fiorente ecosistema di business.

Ogni utente, sia in modalità “Free” che “Premium”, può creare le proprie playlist: private (non visibili), pubbliche (accessibili a tutti) o collaborative (modificabili da più persone). L’algoritmo tiene conto di riproduzioni, skip, ascolti completi e interazioni (like, salvataggi). Di conseguenza, le playlist private non solo contribuiscono ad aumentare gli ascolti generati, ma accrescono anche le probabilità di comparire nelle playlist algoritmiche.

Nelle prime 48 ore è consigliabile chiedere ai fan più fedeli di aggiungere la vostra canzone alle loro playlist personali. Allo stesso tempo, è fondamentale attivare campagne promozionali mirate per raggiungere i curatori più influenti. Esistono servizi specifici di pitching, come  Groover, SoundCampaign, Matchfy, ecc. che permettono di inviare una proposta ai curatori affinché valutino l’inserimento gratuito del brano nelle loro selezioni, aumentando così la visibilità e le possibilità di raggiungere nuovi ascoltatori e potenziali fan. Attenzione però a distinguere queste pratiche “sane” da quelle a pagamento che generano stream fasulli.

In conclusione, abbiamo visto che caricando il brano con anticipo di 4 settimane è possibile candidarsi a playlist Editoriali e Algoritmiche. Promuovere l’uscita all’esterno della piattaforma (social, web) favorisce l’attivazione di entrambe. Una campagna di pre-save, online e offline, rafforza l’engagement. Le playlist private infine aumentano stream e visibilità, contribuendo anche alle algoritmiche. Le prime 24/48 ore sono cruciali: se agite su tutti i fronti e il vostro brano ha qualità, passione e cuore, potrete raggiungere un pubblico ampio anche da autoprodotti ed emergenti.