Risorse per Musicisti
Dal Master allo Streaming: Piccola Guida Legale per Artisti Indipendenti

Oggi chiunque può autoprodurre il proprio master e pubblicarlo online senza passare per etichette o intermediari. Essere indipendenti però non significa improvvisare: ci sono alcune regole di base che conviene conoscere per evitare grane future
La prima questione è definire chi è il proprietario del master, che per legge è sempre il produttore fonografico, cioè chi finanzia e organizza la registrazione. Se siete una band che si autoproduce e avete contribuito insieme alla registrazione, la cosa migliore è mettere tutto nero su bianco con una scrittura privata in cui inserire:
- Chi sono i comproprietari del master e con quali quote (per gestire ricavi e decisioni);
- Chi sarà il referente che firmerà i contratti e incasserà i guadagni, volendo, per tutti;
- Una clausola con cui i musicisti cedono alla band, in quanto produttore fonografico, i loro diritti connessi esclusivi di artisti sulle registrazioni. Serve per evitare che, se qualcuno lascia il gruppo, blocchi le vecchie tracce.
Una volta chiarito questo e prima di rivolgersi a un distributore digitale che vi chiederà delle garanzie sulle registrazioni dovete essere sicuri di avere tutti i diritti sul vostro master e su altri elementi. Come?
- Fatevi rilasciare liberatorie da musicisti turnisti e da chi ha lavorato con voi in studio;
- Verificate con lo studio di registrazione che non abbiano pretese sul master;
- Accertatevi di avere i diritti su foto e grafiche utilizzate per copertina e promozione;
- Regolarizzate eventuali collaboratori con i contributi previsti.
Finalmente potete pubblicare le nostre registrazioni e per farlo dovete rivolgervi a un distributore digitale; sul mercato si trovano molte alternative e ognuno ha le proprie condizioni ma in generale, prima di firmare, controllate bene:
- Se e come potete recedere, in caso arrivi un’etichetta interessata al vostro progetto;
- La durata e l’eventuale esclusiva sui brani o sulle uscite future;
- Il tipo di costi (percentuale sui ricavi, fee annuale, o entrambi) e l’eventuale presenza di spese nascoste;
- Che il contratto riguardi solo la distribuzione, senza cessioni di opere od opzioni e prelazioni;
- Le modalità e i tempi con cui potrete incassare i compensi.
In sintesi: produrre e pubblicare un brano oggi è alla portata di tutti, ma serve un po’ di attenzione. Sistemati i documenti e scelto il distributore giusto, potrete concentrarvi su come coinvolgere il vostro pubblico ad ascoltare la vostra musica.
Avv. Emanuela Teodora Russo – Presidente di Note Legali



