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Guide all'Acquisto di Redazione | 04-02-2026

Paiste 101 vs PST5 vs 2002: il Confronto che Svela Quale Set Comprare

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Paiste 101 vs PST5 vs 2002: il Confronto che Svela Quale Set Comprare

Il nome Paiste evoca suoni leggendari e una qualità inconfondibile. Ma come si comportano i loro set di piatti entry-level rispetto ai modelli professionali che hanno fatto la storia del rock? 

Si parte dal kit base, il Paiste 101, pensato per chi muove i primi passi. Saliremo poi ai Paiste PST (un mix di PST3 e PST5), la fascia media per chi cerca qualcosa in più. Infine, arriveremo al sogno di molti batteristi: i Paiste 2002, i piatti che hanno definito il suono di icone come John Bonham. 

È ovvio che la qualità non sarà la stessa, ma la vera domanda è: quanta differenza c'è davvero? E i set economici sono migliorati così tanto da poter essere una scelta valida? Scopriamolo insieme.

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Paiste 101: la sorpresa entry-level 

Iniziamo dal set più economico in assoluto: il Paiste 101. Spesso snobbati, questi piatti in ottone hanno subito un'evoluzione notevole:

  • Hi-Hat (14"): È la vera sorpresa del set. Il suono è definito, "pastoso" e ha molto meno quel fastidioso suono "metallico" (il "tin") tipico dei piatti in ottone di fascia bassa. È un charleston assolutamente utilizzabile.
  • Crash (16"): È un piatto molto esplosivo e acuto, ma con un sustain (coda) molto corto. Finisce subito. Questo può essere un difetto all'aperto, ma diventa un vantaggio in locali piccoli e al chiuso, dove un piatto con troppa coda creerebbe solo confusione.
  • Ride (20"): Si sente che è un piatto economico. Il suono definito della bacchetta tende a confondersi con la risonanza generale, creando un timbro confuso. Tuttavia, la campana è potente e il suono "crashato" è più che dignitoso.

Un set perfetto per chi è alle prime armi, per chi cerca un set da studio economico da non rovinare, o per chi suona in contesti piccoli e controllati.

Paiste PST3: il salto di qualità della fascia media

Saliamo di un gradino con la serie PST (Paiste Sound Technology), entrando nel mondo dei piatti in bronzo, caratteristica che determina differenze consistenti: 

  • Hi-Hat (PST5 - 14"): Molto più secco e definito rispetto al 101. Ha meno "pastosità" ma più attacco e pulizia, un suono più moderno e controllato.
  • Crash (PST5 - 18"): Qui il carattere cambia molto. Essendo un 18 pollici, ha un volume e un sustain decisamente maggiori rispetto al 16" del set 101. Il suono, però, è risultato un po' "duro" e "invasivo", con una coda molto lunga che potrebbe essere problematica in ambienti piccoli.
  • Ride (PST3 - 20"): Questo ride, un classico per chi iniziava anni fa, si conferma un piatto solido. È più definito del 101, con una campana potente e un ping più chiaro. Resta un piatto abbastanza spesso, quindi non eccellente da "crashare", ma fa il suo dovere.

La serie PST offre un suono più professionale e definito. Paradossalmente, il crash PST5 è risultato quasi troppo potente, mentre il set 101, nella sua umiltà, è apparso più bilanciato.

Paiste 2002: il suono leggendario del rock

I Paiste 2002 non sono solo piatti, sono la storia del rock. Usati da John Bonham, Ian Paice e innumerevoli altri, sono realizzati nella lega brevettata CuSn8. Il feeling sotto le bacchette è completamente diverso e anche il modo di suonare cambia: 

  • Hi-Hat (14" Sound Edge): La definizione fatta a piatto. La famosa “ondulazione sul piatto inferiore (Sound Edge)” permette all'aria di uscire rapidamente, creando un suono "chick" incredibilmente definito, pulito e presente, ma mai fastidioso.
  • Crash (18"): Qui si sente la vera differenza. Anche questo è un 18" come il PST5, ma il suono è agli antipodi. Ha una coda lunga, ma musicale, morbida e calda. È un piatto "esplosivo" ma che rimane sempre controllato ed elegante, senza mai diventare "acido" o metallico.
  • Ride (20"): È il ride rock per eccellenza. Ha una definizione perfetta del ping, una campana bellissima e bilanciata, ed è incredibilmente "crashabile", esplodendo con un suono pieno e ricco che rientra subito, permettendoti di tornare a suonare ritmiche definite.

I 2002 sono su un altro pianeta. Sono piatti professionali, versatili, esplosivi ma sempre musicali, che giustificano pienamente il loro costo e la loro reputazione leggendaria.

Come scegliere: 101, PST o 2002?

Scegliere tra questi tre set Paiste dipende esclusivamente dal tuo budget, dal tuo livello e dai tuoi obiettivi. Non si tratta di quale sia il "migliore" in assoluto (i 2002 vincono a mani basse), ma di quale sia il più adatto a te.

Scegli i Paiste 101 se sei un principiante assoluto e hai un budget molto limitato. Sono perfetti per imparare senza spendere una follia. Sono anche un'ottima scelta se cerchi un secondo set "da battaglia" per studiare a casa senza rovinare i tuoi piatti buoni, o se suoni spesso in locali molto piccoli dove i piatti troppo risonanti sarebbero solo un problema. Per il loro prezzo, sono sorprendentemente piacevoli e bilanciati.

Scegli i Paiste PST se hai superato la fase iniziale e cerchi un deciso salto di qualità senza spendere le cifre dei piatti professionali. Sono realizzati in bronzo (come i 2002) e offrono un suono più definito, brillante e con più sustain. Sono la scelta perfetta per chi inizia a suonare seriamente con una band e ha bisogno di farsi sentire, specialmente in contesti rock all'aperto.

Scegli i Paiste 2002 se la musica è la tua professione o la tua passione principale e non vuoi compromessi. Se cerchi il suono iconico del rock, una sensibilità dinamica superiore e piatti che rispondano a ogni tua sfumatura, i 2002 sono un investimento definitivo. Sono strumenti che ti accompagneranno per tutta la vita e che faranno suonare la tua batteria in modo professionale in qualsiasi contesto, dal vivo o in studio.

Conclusione

Questo confronto attraverso le fasce di prezzo di Paiste ci lascia con una conclusione interessante e inaspettata. Se, come ovvio, i leggendari 2002 si confermano su un altro pianeta per musicalità, feeling e risposta dinamica, la vera sorpresa arriva dalla fascia più bassa. Paradossalmente, i Paiste 101, pur essendo i più economici, sono risultati più bilanciati e piacevoli da suonare rispetto ai PST5.

Questi ultimi, pur essendo tecnicamente superiori, sono apparsi più "duri" e invasivi, con un sustain eccessivo che potrebbe risultare difficile da gestire. I 101, invece, con la loro semplicità, il loro suono pastoso e il loro decay rapido, si sono dimostrati un set onesto e incredibilmente funzionale per lo studio o per i piccoli club. Questo dimostra che non sempre salendo di prezzo si trova la soluzione migliore per le proprie esigenze immediate, e che a volte l'umiltà di un set entry-level può riservare grandi sorprese.

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