Guide all'Acquisto

Guide all'Acquisto di Redazione | 23-04-2026

Gibson Les Paul 1958, 1959 e 1960: quale Reissue Custom Shop è la migliore?

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Gibson Les Paul 1958, 1959 e 1960: quale Reissue Custom Shop è la migliore?

Poche chitarre nella storia possiedono l'aura mitologica delle Gibson Les Paul Standard prodotte tra il 1958 e il 1960, comunemente note come "Burst". Suonate da leggende come Jimmy Page, Eric Clapton, Peter Green e Gary Moore, queste chitarre sono diventate il Sacro Graal per i collezionisti, raggiungendo quotazioni stellari. 

Le Les Paul "Burst" originali sono rarissime (la produzione cessò nel 1960 per scarso successo commerciale, ironia della sorte), il che rende le riedizioni del Custom Shop la via più accessibile (seppur lussuosa) per avvicinarsi a quel mito.

In questa guida, esploreremo le differenze tra le Reissue 1958, 1959 e 1960 (VOS), analizzando come piccoli dettagli – come il profilo del manico e la fiammatura del top – influenzino il suono, il feeling e il prestigio di questi strumenti straordinari.

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Cosa rende una Gibson Les Paul Reissue uno strumento magico

Gibson 1958 Les Paul Standard Reissue: sostanza e potenza

La Reissue del 1958 ('R8') rappresenta l'inizio dell'era "Sunburst" (prima le Standard erano solo Goldtop). Rispetto alle sorelle successive, si distingue per due caratteristiche fondamentali: il manico corposo ("Chunky C-Shape") e un top in acero solitamente liscio (Plain top) o con fiammature molto leggere. 

Il manico "Chunky" è il più spesso del trio (circa 22 mm al primo tasto). Questa maggiore massa di mogano, unita al giunto "Long Tenon" incollato con colla animale, contribuisce a un trasferimento delle vibrazioni eccezionale, conferendo alla chitarra una risonanza e un sustain immensi, oltre a un timbro spesso percepito come più scuro e "panciuto".

La finitura VOS (Vintage Original Spec) ricrea una patina leggermente opaca e hardware ossidato, simulando uno strumento curato ma vecchio di decenni. Il top in acero semplice, nel colore Washed Cherry Burst, ha un fascino "working class" che non stanca mai.

Dotata di Custombucker Alnico III (non cerati, come i PAF originali), nel test ha mostrato un carattere sorprendentemente aperto, quasi "telecasteroso", e un attacco percussivo che buca il mix, rendendola perfetta per il rock e il blues ruspante.

Gibson 1959 Les Paul Standard Reissue: il mito fatto chitarra

La '59 ('R9') è la Les Paul più desiderata di tutti i tempi. Rappresenta il punto di equilibrio perfetto nell'evoluzione del modello, unendo un manico più confortevole rispetto alla '58 e i leggendari top in acero figurato che hanno fatto sognare generazioni di chitarristi. 

Il manico si assottiglia rispetto alla '58 (intorno ai 20 mm), risultando estremamente confortevole per la maggior parte dei chitarristi, un vero e proprio "sweet spot" tra spessore e agilità.

Il top fiammato è la caratteristica che fa lievitare il prezzo e il desiderio. Nel modello in prova (Dirty Lemon), la fiammatura non è eccessiva, rispettando la storicità (le '59 originali non erano sempre "tiger stripe"). La colorazione simula un sunburst che ha perso la componente rossa a causa dell'esposizione al sole.

Dai condensatori "paper-in-oil" ai tasti medium-jumbo, ogni elemento è calibrato per suonare e apparire come un originale. Sul campo, offre un suono equilibrato, lirico al manico e ruggente al ponte.

Gibson 1960 Les Paul Standard Reissue: velocità ed eleganza

L'ultimo capitolo dell'era Burst originale prima dell'introduzione della SG. La Reissue del 1960 ('R0') è celebre per il suo manico "SlimTaper", il più sottile e veloce della serie. È la scelta di chi ama il suono Les Paul ma predilige un feeling più moderno e agile sotto la mano sinistra. 

Il manico si assottiglia ulteriormente (circa 18 mm), ricordando quasi l'ergonomia che si troverà sulle SG successive. Offre una suonabilità immediata e veloce.

La chitarra si riconosce a colpo d'occhio per i potenziometri con inserto metallico ("foil hat" o reflector), introdotti proprio nel 1960. Il top, nel nostro caso un magnifico Tea Burst, offre fiammature eleganti. Questa caratteristica, unita alla minor massa del manico, si traduce spesso in un suono leggermente più scarno sulle basse, ma più "canterino", frizzante e agile sulle frequenze alte, eccellente per suoni lead definiti.

Come scegliere la Les Paul Reissue giusta per te

La scelta tra una R8, un'R9 o una R0 dipende da tre fattori: il feeling del manico, l'estetica del top e, naturalmente, il budget. Ma a quale opzione affidarsi?  

Scegli la 1958 (R8) se ami i manici corposi ("mazza da baseball") che riempiono bene la mano. Se per te il suono grosso, la risonanza e la sostanza vengono prima della fiammatura estetica del legno. È anche la scelta "più economica" (si fa per dire) per entrare nel mondo Custom Shop.

Scegli la 1959 (R9) se cerchi la replica del Santo Graal. Vuoi il perfetto equilibrio tra comodità del manico e suono, unito all'estetica iconica del top fiammato. È la scelta per il collezionista e per chi non vuole compromessi storici, disposto a spendere di più per il mito.

Infine, scegli la 1960 (R0) se il suono Les Paul è il tuo preferito, ma i manici spessi ti affaticano. Se cerchi una suonabilità veloce, un peso generalmente più contenuto e un timbro leggermente più brillante e "snello" rispetto alla R8.

Conclusione

Entrare nel mondo delle Gibson Les Paul Custom Shop Reissue significa toccare con mano l'apice della liuteria industriale americana. Che tu scelga la "muscolare" 1958, la "perfetta" 1959 o la "veloce" 1960, ti troverai di fronte a strumenti capaci di ispirare, dotati di una dinamica e di una profondità sonora (grazie ai Custombucker e ai legni selezionati) che le produzioni standard faticano a eguagliare.

Certo, il prezzo è elitario e non ti trasformeranno in Jimmy Page, ma l'esperienza tattile e sonora che offrono giustifica l'investimento per chi cerca "lo strumento della vita". Non esiste una vincitrice assoluta: la migliore è semplicemente quella che suona meglio tra le tue mani.