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Guide all'Acquisto di Redazione | 20-01-2026

Rullanti Signature, 5 Modelli Leggendari: Quale Scegliere per il tuo Genere?

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Rullanti Signature, 5 Modelli Leggendari: Quale Scegliere per il tuo Genere?

Un rullante signature è solo un'operazione di marketing per fan sfegatati o è un vero e proprio strumento con un'anima unica? Un rullante signature non è solo un pezzo da collezione, ma il risultato di una ricerca sonora specifica, uno strumento con un carattere ben definito che può arricchire l'arsenale di qualsiasi batterista.

Per dimostrartelo, abbiamo deciso di fare un esperimento: niente microfoni da studio, niente effetti, niente inganni. Abbiamo posizionato i rullanti su una batteria e li abbiamo registrati con un semplice smartphone, per farti sentire il loro suono più puro e autentico, proprio come lo sentiresti tu se fossi nella tua stanza. Preparati a scoprire la vera voce di queste leggende.

Leggi le altre guide dedicate alla batteria: 

Il rullante di Joey Jordison (Pearl): molto più che metal

Associato per sempre alla potenza devastante degli Slipknot, il rullante di Joey Jordison si è rivelato una delle sorprese più grandi. Il fusto in acciaio da 1 mm e il diametro ridotto a 13 pollici gli conferiscono un suono estremamente secco, focalizzato e con un attacco fulmineo. È un "crack" che buca qualsiasi mix con precisione chirurgica. Anche con un'accordatura più bassa, mantiene una definizione incredibile.

Sebbene sia perfetto per i blast beat e le ritmiche metal ad alta velocità, la sua vera forza sta nella versatilità. Il suo timbro asciutto e presente si sposa magnificamente con il funk, offrendo un backbeat incisivo e ghost notes definite.

Questo Pearl è perfetto per chiunque cerchi un rullante dall'attacco esplosivo e dal suono controllato. È un secondo rullante perfetto, ma può tranquillamente servire come rullante principale per un'ampia gamma di generi.

Il rullante di Mike Portnoy (Tama): il "Melody Maker" con la cordiera a 3 vie

L'unico rullante in legno del gruppo è il Tama Signature di Mike Portnoy. Il fusto a 9 strati in Bubinga (14"x5.5") e i cerchi Die-Cast gli conferiscono un suono caldo, potente e legnoso, con un'enorme proiezione. 

La cordiera a 3 vie è la sua innovazione più incredibile. Il meccanismo del tendicordiera permette di attivare due set di fili di cordiera separatamente o insieme. Questo ti dà accesso a tre sonorità distinte: una più sensibile e sottile, una più grassa e una con la massima risposta e attacco. È come avere tre rullanti in uno, una soluzione perfetta per chi suona generi diversi nella stessa serata.

È uno strumento che si adatta a tutto, dal rock al prog, e che invita alla sperimentazione. Ecco perché è perfetto per il batterista che è alla ricerca della massima versatilità sonora senza dover cambiare rullante. 

Il rullante di Lars Ulrich (Tama): un mostro d'acciaio da studio

Passiamo a un vero e proprio mostro: il rullante signature di Lars Ulrich. La caratteristica che lo definisce è il suo fusto in acciaio da 3 mm (contro il singolo millimetro del Jordison). Questo lo rende incredibilmente pesante, un fattore da non sottovalutare per il trasporto, ma che contribuisce al suo suono unico.

Ha una potenza e una presenza enormi, ma, sorprendentemente, è anche estremamente controllato e "fermo". Lo spessore del fusto limita le armoniche indesiderate, producendo un colpo secco e potentissimo, quasi come il suono di un cannone.

E’ un rullante da studio fenomenale. La sua naturale compressione e la sua definizione lo rendono facilissimo da microfonare e da inserire in un mix rock o metal. Per il live, è perfetto... se hai un roadie che lo trasporta per te!

Il rullante di Ian Paice (Pearl): il fascino vintage con la sordina interna

Con il rullante signature di Ian Paice, entriamo nel territorio del rock classico, un omaggio al suono senza tempo del batterista dei Deep Purple. Il fusto in acciaio e i cerchi SuperHoop II gli conferiscono un carattere che ricorda molto da vicino il leggendario Ludwig Supraphonic, il rullante più registrato della storia. Il suono è caldo, con ghost notes "pastose" e definite, e un backbeat potente ma mai eccessivamente aggressivo.

La sua caratteristica più distintiva è la sordina interna. Ruotando una manopola esterna, un feltrino si appoggia alla pelle battente, smorzando le armoniche in modo graduale. È un sistema "vecchia scuola" che ti permette di passare da un suono aperto e risonante a uno più secco e controllato, senza bisogno di moongel o altri accessori. Nel complesso, è perfetto per chi cerca un suono vintage, versatile e con un grande feeling. 

Il rullante di Simon Phillips (Tama): l'eleganza scura del bronzo

L'ultimo contendente è il Tama signature di Simon Phillips, "The Gladiator". Il fusto in bronzo da 1 mm (14"x5.5") gli conferisce un suono sensibilmente più scuro, caldo e complesso rispetto all'acciaio. Ha una nota fondamentale più bassa e armoniche ricche e piacevoli, che non risultano mai fastidiose.

È un rullante di alta gamma, con hardware curato e un doppio meccanismo tendicordiera che permette di regolare la tensione da entrambi i lati, per un controllo finissimo sulla risposta della cordiera.

Si rivela perfetto per il batterista che cerca un suono musicale, espressivo e ricco di carattere. Sebbene richieda un po' di attenzione nell'accordatura per trovare il suo "sweet spot", ripaga con un timbro caldo e versatile che si adatta a un'infinità di contesti, dal rock alla fusion. 

Come scegliere il rullante signature giusto per te

La scelta tra questi cinque incredibili rullanti dipende interamente dalla "voce" che stai cercando. Se desideri un suono secco, tagliente e versatile che funzioni sia per il metal che per il funk, il Joey Jordison è una scelta sorprendentemente efficace. 

Se la tua priorità è la massima versatilità timbrica e ami l'idea di avere tre suoni in uno, il Mike Portnoy con la sua cordiera a tre vie è uno strumento unico. Per un suono da studio potente, granitico e controllato, perfetto per il rock pesante, il Lars Ulrich è un vero mostro. 

Se invece ami le sonorità vintage, calde e rotonde del rock classico, l'Ian Paice con la sua sordina interna è un tuffo nel passato. Infine, se cerchi un suono elegante, scuro e musicale, il Simon Phillips in bronzo offre una raffinatezza sonora superiore.

Conclusione

Questo confronto dimostra una verità fondamentale: un rullante signature è molto più di un semplice oggetto di merchandising per fan. È un'istantanea della filosofia sonora di un artista, uno strumento con un carattere unico, progettato per risolvere un problema musicale o per creare una voce inconfondibile. Scegliere uno di questi rullanti non significa voler copiare il proprio idolo, ma adottare un pezzo del suo DNA sonoro per arricchire il proprio.

Che tu cerchi la precisione chirurgica di Jordison, la versatilità creativa di Portnoy, la potenza granitica di Ulrich, il calore vintage di Paice o l'eleganza musicale di Phillips, ognuno di questi strumenti offre un percorso sonoro ben definito. Sono una scorciatoia verso un suono curato e professionale, una risorsa preziosa per ogni batterista alla ricerca della propria, personalissima voce all'interno del kit. 

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